a cura di sardauker
Cosa manca a Fringe?
Vediamo:
- minaccia internazionale: c’è.
- agenti FBI: presenti.
- microorganismo letale: c’è.
- incidente aereo: c’è.
- scene splatter: q.b.
- inseguimenti: anche troppi.
- scienzato pazzo: presente (e lasciamo perdere che dopo ANNI di detenzione sia ancora il migliore sulla piazza)
- simpatica canaglia con infanzia problematica ma sotto sotto buona: presente.
- capo burbero, alla Skinner: presente.
- Telepatia, alterazione del DNA, cure e medicinali improbabili e tecnobabble: in abbondanza.
Ecco. C’è quasi tutto. Appunto, quasi. L’originalità della regia - notevole, davvero, a partire dalle didascalie che vanno a far parte della scenografia, all’inquadratura a testa in giù dal basso a simulare una soggettiva da sdraiata - non esenta il pilot Fringe da essere un po’ - tanto - scontato, a tratti “telefonato”. L’eccesso di “carne al fuoco” e la francamente esagerata facilità di soluzione delle beghe più nere rendono questo telefilm francamente improbabile, e scontato in più punti.
Diciamocelo: il battage ce l’aveva fatto aspettare come il nuovo “Lost” e invece sembra un neppur troppo riuscito mix tra “Surface“, “X-files“, qualcosa di “Alias” e di “Millennium“. Non credo si senta il bisogno di andare oltre il pilot, se la sceneggiatura è tutta lì. Peccato.

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